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Destinazioni

Cala Biriola

Una spettacolare spiaggia raggiungibile attraverso una suggestiva ferrata in collina, a strapiombo sul mare!

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Durata

Un giorno

Tipologia

Trekking

Budget

20 Euro

La Cala in tutta la sua bellezza

Caro/a lettore/lettrice, oggi ti porto alla scoperta di un posto davvero unico ed affascinante: sto parlando di Cala Biriola.

Ci troviamo nel centro-est della Sardegna, in provincia di Baunei e ciò che rende questo posto speciale, oltre la meravigliosa spiaggia, è l’avventuroso trekking necessario da percorrere per raggiungere la Cala.

Il viaggio

Io e mia sorella ci eravamo messi in viaggio da Tesonis, un paesino in provincia di Nuoro e dunque venivamo da sud. Ci tengo a sottolineare che il tragitto in macchina è elettrizzante.

All’avvicinarsi della destinazione e al risalire dei monti, infatti, le vedute sono semplicemente da brividi: strade incastonate nella roccia che si arrampicano ripidamente sulle pareti dei monti sovrastanti, a precipizio sulle vallate che si snodano centinaia di metri più in basso.

 

A un certo punto si raggiungerà poi la cima dell’altura e sarà particolarmente sensazionale: ti troverai sospeso nel nulla, circondato dalla natura incolta e da alcuni porcellini, asini, cinghiali che ti bloccheranno la strada.

Dunque un’avventura nell’avventura, come si suol dire!

Calandosi dal monte poi, per raggiungere il punto di partenza del cammino via macchina, è necessario percorrere circa sette chilometri di strada sterrata, piuttosto dissestata in alcuni punti, e raggiungere Ololbissi.

Qui sarà presente una piazzola con parcheggio e un piccolo chioschetto.

Posteggia, fai rifornimento di viveri e approfittane per chiedere informazioni sul percorso allo staff molto preparato e cordiale. A noi addirittura ha lasciato un pezzo di carta in cui ci ha disegnato la strada da percorrere (ahimè ci siamo persi lo stesso).

Il trekking

Ci salutammo con un incoraggiante: “speriamo di rivederci in serata”. E ci mettemmo in cammino.

Per chi non lo sapesse (noi non ne eravamo a conoscenza) il trekking è privo di segnalazioni e si snoda attraverso la fitta foresta a strapiombo sul mare. Ora puoi capire perché ci è stata augurata buona fortuna.

 

Il primo tratto di sentiero è sterrato e tortuoso. Durante questo primo pezzo è molto facile incontrare alcuni porcellini, galline e asini, in quanto vicino è presente una fattoria (non proseguire verso quest’ultima, è la direzione sbagliata).

Inutile dire che sbagliammo strada appena dopo i primi 500 metri, non male come partenza eh?

Il tratto sterrato iniziale

Diedimo una seconda controllata alla cartina e, ripercorrendo le tracce lasciate, facemmo retro-front e “tagliammo” verso la boscaglia in corrispondenza di un masso nascosto tra la vegetazione. Qui è dove il vero trekking inizia e si fa tutto più divertente ed interessante.

 

A quel punto il percorso comincia a farsi ripido e tortuoso ancor più, ma la vista ripaga a pieno col risalire del monte.

Ci trovammo sempre su un fondo sterrato, stavolta però circondati da arbusti da ambo i lati, con tanto di fiori sparsi qua e là e strani insetti volanti.

Sali e scendi tra un dirupo e l’altro, giri un angolo, ne giri un altro ed inizierai a trovare queste vedute mozzafiato.

Mare azzurro, infinito, sotto la fitta natura selvaggia sarda.

La foresta

Continuammo il percorso e “presto” la vista iniziò a farsi più annebbiata. Già, perché a un certo punto, ci addentrammo nella foresta più totale.

Qui ti troverai circa a metà del percorso.

 

C’è da prestare davvero tanta attenzione a dove si poggiano i piedi in questa zona, in quanto talvolte il sentiero si fa molto ripido e la pavimentazione può essere completamente ghiaiata, dunque piuttosto scivolosa.

Dopo la mia prima caduta, infatti, iniziai a tenere il conto di quante volte io e mia sorella saremmo finiti a terra: mi sembra di ricordare che concludemmo con quattro cadute a testa, quasi illesi. Non male!

Disorientamento nella foresta

Spesso trovare la giusta via era pura fortuna

Come accennato in precedenza, però, la pericolosità non è l’unico aspetto da considerare; bensì dovrai fare i conti con le indicazioni (inesistenti).

Se finora il percorso risultò difficile da potersi orientare, non ti lascio immaginare in mezzo alla boscaglia: un vero disastro.

 

L’unico modo per dirigersi nella giusta direzione “là dentro”, infatti, è utilizzare le piramidi di sassi costruite dai turisti. Tieni gli occhi bene aperti durante tutto il tragitto: potrebbero essere la tua salvezza, proprio come lo sono state per noi.

Io e mia sorella abbiamo provveduto a costruirne almeno una dozzina, proprio nei punti in cui ci siamo disorientati, e se sei fortunato alla tua prossima visita qualche turista potrebbe averne aggiunte ulteriori.

Ferrata

Va detto, questo percorso è definito “ferrata” più che un trekking. Infatti alcuni punti del percorso sono marcati da scale a pioli, ponti di legno e attraversamenti a strapiombo sulla “valle” sottostante.

Pericolosi sì, specialmente se come noi non si è attrezzati, ma super elettrizzanti allo stesso modo.

Personalmente adoro le ferrate e, se anche tu sei un’amante, ti assicuro che la Sardegna sa certamente come accontentare!

Attraversamenti costruiti con rami d’albero e fil di ferro

Ripida scala a pioli

Mi piace vedere la ferrata di Cala Biriola come un puzzle da risolvere. Per darti un’idea della difficoltà potrei probabilmente paragonarla ad un rebus livello estremo della settimana enigmistica.

Se vuoi vederla in chiave filosofica, però, puoi anche paragonarla alla vita; in quanto ogni scelta presa influenzerà il tuo futuro e sta a te trovare la giusta direzione. Inoltre ti mette duramente alla prova e, proprio come nella nostra esistenza, dovrai trovare una soluzione per uscirne vincitore.

Ripida scalata con vista suggestiva (lo ammetto, un po’ ero spaventato)

Ecco, magari se ti senti fermo/a e sei frustrato/a perché non sai che direzione prendere nella tua vita, meglio se torni a far visita alla Cala quando ti sarai schiarito/a le idee: rischieresti di tornare ancora più confuso/a di prima.

Ripida scala a pioli

Attraversamenti con rami d’albero

Scendendo lungo la ripida e tortuosa discesa, molto lentamente, si inizierà a intravedere la meravigliosa spiaggia. Spiaggia che ormai sembra essere diventata un miraggio e somiglia più ad un forziere.

Mi è piaciuta così tanto per la sua sprezzante bellezza, intimità e peculiarità.

Sì perché è letteralmente incastonata tra le rocce ed è davvero piccolina.

La sua posizione la rende infatti accessibile soltanto in buone condizioni climatiche, altrimenti le onde portano via il litorale.

 

All’avvicinarsi del “forziere” incontrammo due italiani disorientati come noi che cercavano una via per accedere alla spiaggia.

E’ in quel momento che capii a pieno la celebre frase “così vicino, così lontano”. Lo ripetei infinite volte perché sembrava ormai essere diventata un miraggio.

La Cala in tutta la sua bellezza

Dopo aver passato un’abbondante mezz’ora in cerca di una via d’uscita, due turisti in acqua ci notarono e videro le nostre facce disperate: ci consigliarono di provare ad aggirare le rocce sul lato destro. Un colpo di grazia ci colpì, era la strada giusta.

 

Ci arrampicammo tra i massi e, in qualche modo, eravamo finalmente davvero vicini alla bramosa spiaggia.

La mia faccia può riassumere la fatica compiuta fino quel punto:

Gettammo gli zaini e ci lasciammo sprofondare nell’acqua. Ah… che sollievo!

Il mare era azzurro cristallino e il luogo paradisiaco.

La splendida spiaggia nel tardo pomeriggio in tutta la sua quiete

Trascorremmo non più di tre ore e mezza sulla spiaggia, perché l’idea di perderci al buio in mezzo la foresta ci terrorizzava alquanto. Inoltre, c’era da considerare l’ipotesi di perderci di nuovo (e infatti successe).

 

Te lo posso assicurare, non si tratta di ingenuità, la ferrata è davvero molto confusionale ed essendo priva di segnalazioni è parecchio facile perdersi.

Anche se devo ammettere che essere in compagnia di un’intelligenza femminile mi ha aiutato. Probabilmente sarei ancora in cerca della spiaggia.

Il ritorno e considerazioni finali

Al ritorno, passata la metà del percorso, ci prendemmo del tempo sulle sommità della collina ad ammirare il paesaggio. Sì, era sensazionale.

E lo apprezzai così tanto proprio per la difficoltà che ci è voluta per raggiungere la cala.

 

Questo è ciò che più mi affascina dei viaggi, ti mettono alla prova.

E non c’è miglior ricompensa, a parer mio, del poter dire “ce l’ho fatta”.

Viaggiare gratifica e io sono pienamente grato di aver portato a termine la ferrata ed aver passato una meravigliosa giornata, in un posto pazzesco, in compagnia di mia sorella.

Curiosità

Lo sapevi che l’unico modo per raggiungere la Cala è via trekking? (A meno che tu non possieda una barca o sei disposto a spendere fior di quattrini per noleggiarne una, sia chiaro).

C’è chi pensa sia un peccato. Io personalmente, invece, ritengo sia una peculiarità che la rende ancora più affascinante!

 

Se ti piace prendere il sole in spiaggia, poi, devi sapere che ti converrà arrivare molto presto.

Già, perché data la sua particolare posizione il litorale va in ombra dalle 16 circa, dunque se hai intenzione di prendere sole e abbronzarti, l’opzione citata in precedenza è perfetta.

Inoltre, in questo modo potrai evitare l’enorme e fastidiosa massa di turisti che solitamente sbarcano attorno a metà pomeriggio.

Tempi di percorrenza e informazioni utili

I tempi di percorrenza variano tra le tre e le cinque ore e la ferrata è impegnativa. Ovviamente meglio studierai il percorso, meno tempo impiegherai a raggiungere la Cala.

 

Può esserti utile, inoltre, scaricare l’applicazionemaps.me” disponibile sul play store. Essa ti permette di fare il download delle mappe e poterle utilizzare offline.

Infatti, tieni bene a mente che durante quasi la totalità del percorso la connessione ad internet sarà molto scarsa o assente (spiaggia compresa).

Approfittane per goderti una bella giornata lontano dalla tecnologia ed a contatto con la natura!

Il parcheggio dove potrai lasciar la macchina a inizio percorso, invece, costa €5,00 per tutta la giornata (aggiornato al 2020).

Cosa mi è piaciuto

I paesaggi pittoreschi hanno sicuramente avuto la meglio. Per chi mi conosce però, sa anche che adoro le ferrate e i trekking di montagna e qui mi sono divertito un sacco proprio per questo motivo! Le indicazioni non presenti poi hanno reso tutto più difficile ma certamente anche più elettrizzante! La spiaggia, poi, non ha non bisogno di commenti. Semplicemente spettacolare.

Cosa non mi è piaciuto

E’ stato parecchio deludente vedere l’incredibile via vai di imbarcazioni che ogni manciata di minuti caricavano e scaricavano turisti rovinando, a mio parere, un tratto distintivo di tale spiaggia: la quiete. Fai un favore al pianeta e preserva la bellezza naturale della Cala: se vuoi farci visita, raggiungila a piedi. Ti assicuro che ci sarà anche molta più soddisfazione piuttosto che arrivarci con una delle numerose barche.

Per il resto ho amato alla follia questo magnifico posto.

I miei consigli

Presta attenzione: è il consiglio numero uno che mi sento di darti, anche se può risultare banale. Ti ho raccontato quante volte io e mia sorella siamo caduti e non è stato gradevole. Il cammino, a tratti, si fa parecchio ripido e scosceso. Se pensi, inoltre, che ti trovi su una collina a strapiombo sul mare capisci che non è proprio piacevole.

 

Studia il percorso in anticipo: quello che io e mia sorella non abbiamo fatto. Ricorda che non esistono indicazioni al di fuori delle piramidi di sassi create dai turisti (sono poche). Son d’accordo che partire selvaggiamente all’avventura è elettrizzante (lo pensavo anche io) ma percorrendo il tragitto mi son reso conto di quanto ci avrebbe fatto comodo avere uno straccio di carta/foto con qualche indicazione più dettagliata. Sicuramente ci avrebbe fatto risparmiare parecchio tempo.

Ti consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale per informazioni più dettagliate sul percorso.

 

Procurati cibo e bevande: per fortuna ci avevamo pensato, perché sulla spiaggia non è presente alcun servizio di ristorazione. Potrai fare rifornimento al chioschetto all’inizio del percorso.

 

Parti leggero: con tratti in ripida salita e discesa e vicoli stretti, sicuramente l’ultima cosa che vorrai è avere del peso sulle spalle. Porta con te lo stretto necessario e goditi il trekking.

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Viaggio per trovare la migliore versione di me stesso. Scrivo per condividere l'importanza di utilizzare il viaggio come strumento per conoscersi e superare i propri limiti.

Commenti

  • Vivian
    14 Maggio 2021

    Fabulous post! Well done ! I absolutely want to visit this beautiful Island. I’ll definitely use all your information when I visit! Well done! ❤️❤️

    rispondi
  • Vivian
    14 Maggio 2021

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Nato a Ferrara, Italia, Be Adventurer è un blog di Alex Negrini.
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