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Emozioni in viaggio

Emozioni in viaggio

Ferrara, 30 Ottobre 2019, ore 07:30

Il suono della sveglia iniziò ad invadere la camera da letto.

Non era la solita melodia, me ne resi immediatamente conto.

Stordito sgranai gli occhi e diedi un’occhiata allo schermo del telefono, esso mostrava: “partenza per Melbourne”. Subito realizzai: “oggi è una giornata speciale“.

 

Un breve istante di riflessione seguì affacciandomi alla finestra della stanza ammirando il cielo e il paesaggio circostante, quasi come a voler fissare un’immagine che non avevo idea di quando avrei potuto rivedere. Durò pochi minuti ma fu davvero intenso.

 

L’idea di partire mi eccitava parecchio ma ancor più mi spaventava, per questo fu un momento veramente profondo.

Ripresi coscienza e proseguii con la routine mattutina di sempre, nonostante un grosso nodo alla gola fosse presente in ogni minima azione.

 

Il tempo quella mattina correva più veloce rispetto ai soliti giorni pertanto, in un battito di ciglia, ci eravamo già fiondati in macchina.

Direzione: aeroporto.

Durante il tragitto finsi serenità​ e spensieratezza mentre, in realtà, un angosciante silenzio stava proliferando dentro me.

 

Giunti in aeroporto rimaneva poco tempo alla partenza. Facemmo una breve colazione, qualche ultima battuta e i fatidici saluti arrivarono.

Mi incamminai verso i controlli di sicurezza fotografando visivamente i volti della mia famiglia con gli occhi di un ragazzo ancora poco cresciuto ed immerso nelle sue insicurezze.

Così come completai i controlli i loro sguardi svanirono e pochi minuti mi separavano ormai dal decollo, dal mio primo volo intercontinentale e da uno dei miei più grandi sogni: quello di esplorare la terra dei canguri, l’Australia.

 

E partii. Incredulo del fatto che stava succedendo per davvero.

Lo feci immediatamente mio quel viaggio perché soltanto la partenza mi lasciò mille emozioni in un unico colpo. Da subito iniziò a prevalere una forte nostalgia e mi misi a frugare nello zaino alla ricerca di un vecchio dono di mia sorella: un piccolo mappamondo.

Sono molto legato a questo oggetto; essa me lo aveva regalato diversi anni prima con una piccola dedica che citava: “questo ti sarà utile quando realizzerai il tuo sogno di andare in Australia, così avrai sempre un pezzo di me con te”. Tuttora è presente in ogni mia avventura.

Rovistando nel bagaglio trovai un ulteriore dono che aveva infilato di nascosto: un libro di Bill Bryson dal titolo “in un paese bruciato dal sole, Australia”.

Sorrisi e mi emozionai leggendo la dedica al suo interno.

Essa sa sempre come sorprendere le persone.

 

Ora una forte radice mi legava a lei ed alla mia famiglia. In quel momento mi sentii subito più forte e pronto per affrontare quell’avventura.

(Trovi la traduzione della dedica in inglese nella sezione commenti in basso)

Deglutii lentamente il magone che stava prendendo sopravvento sulle mie emozioni, infilai un paio di cuffie e premetti play.

Con le note che fluttuavano nella mia testa mi affacciai al finestrino dell’aeromobile e, per la prima volta in quella mattinata, diedi uno sguardo al futuro.

Per la prima volta iniziai a riflettere chi stavo diventando, piuttosto di dove stavo andando.

Aeroporto di Mosca, 30 Ottobre 2019, ore 17:15

Primo scalo di un volo interminabile.

La Russia mi accolse con una bufera di neve, il che mi rese parecchio eccitato dato che a Melbourne mi sarebbero aspettati circa trentacinque gradi.

Questo fremito, ahimè, durò poche ore. Stupidamente persi l’imbarco del mio secondo volo e, a quel punto, un grosso peso mi colpì.

 

Non ci potevo credere, sembrava fatto apposta.

 

Quello che era un sogno ormai sembrava essere diventata più un’ossessione.

Riuscii in qualche modo a non disperarmi ma ero parecchio preoccupato e arrabbiato con me stesso per quel piccolo errore che mi era quasi costato l’intero viaggio.

Ai miei occhi fu un fallimento perché non mi sarei mai potuto perdonare il fatto di vedere svanire il mio sogno semplicemente per aver perso un volo aereo.

 

Le mie esperienze precedenti, però, mi avevano insegnato una lezione molto importante: una soluzione c’è, sempre.

 

E così fu. Un paio di ore più tardi sarebbe partito un volo identico.

 

Fu una di quelle notizie che ti scaldano il cuore.

Mi emozionai ed ebbi cura di prendere posto a pochi metri dal gate d’imbarco. Rimasi incollato a quella sedia fino alla partenza. E partii.

 

Ora restava soltanto l’ultimo scalo prima di poter finalmente far sì che il mio sogno si avverasse.

Aeroporto di Bangkok, 31 Ottobre 2020, ore 08:20

Qui a darmi il benvenuto c’erano ben quaranta gradi.

Chiamami pazzo ma questo è il clima che preferisco perciò venni immediatamente persuaso da un brivido di euforia.

 

Ben dieci ore mi aspettavano prima di poter ripartire… che fai non esplori un po’ la città?

Un vero viaggiatore coglie ogni occasione e, infatti, andai a vagabondare per il centro di Bangkok.

Nonostante avessi abbondante tempo disponibile, stavolta ebbi cura di fare più attenzione e mi concessi soltanto sei ore prima di rientrare in aeroporto.

Furono abbastanza per visitare qualche tempio e accumulare diversi souvenir, poi mi feci trovare pronto per la ripartenza.

Fu una breve visita ma sono rimasto affascinato da quella città.

 

Ora, però, non stavo più nella pelle: il viaggio iniziava a farsi lungo e io non vedevo l’ora di atterrare in quell’angolo di mondo così speciale, l’Australia.

 

Ancora una volta, raccolsi le mie emozioni e le imbarcai sull’aereo. Insieme decollammo alla volta di Melbourne.

Aeroporto di Melbourne, 01 Novembre 2019, ore 10:30

Ricordo persino la prima canzone di sottofondo che ti accoglie all’atterraggio di un volo: “Dance Monkey” di Tones and I. Non che sia fan di questa musica, sia chiaro, ma questo spiega quanto attento ero a cogliere ogni minimo dettaglio.

 

Ricordo che la prima cosa che feci, sceso dall’aereo, fu dirigermi in bagno. Mi guardai allo specchio e scoppiai in lacrime.

Era un pianto di gioia, una gioia infinita. Non potevo credere fosse tutto vero.

 

Passati i noiosi controlli potei finalmente respirare l’aria di Melbourne e, stavolta, a sorprendermi non fu il caldo.

 

Non dormivo da due giorni ma in quel momento mi sentivo sveglio come non mai.

Mi fiondai sul bus che mi avrebbe portato in centro città e, immediatamente, iniziai ad ammirare i paesaggi circostanti.

Ai miei occhi era tutto una magia, qualsiasi cosa aveva un sapore diverso.

Ammiravo i ciuffi d’erba, gli arbusti, i cartelli stradali… Erano le cose più semplici a lasciarmi il segno.

Poter finalmente realizzare che il mio sogno era diventato realtà mi fece sentire più vivo di sempre.

Un altro brivido di euforia, a quel punto, mi travolse.

Stavolta, però, quel brivido somigliava più ad una bufera. E questa bufera di euforia, durò un anno intero

 

Arrivai a destinazione e raggiunsi il materasso della camera da letto e, con gli occhi ancora lucidi, diedi l’ultimo sguardo al cielo australiano prima di addormentarmi e sbattere di nuovo le palpebre soltanto il mattino seguente con uno spirito diverso.

Lo spirito di chi la vita se la vuole godere in ogni minimo istante.

 

Non avevo mai saputo assaporare così tanto la vita.

 

Questa è la cosa di cui più sono grato: non aver sprecato nemmeno mezzo secondo della mia vita laggiù.

 

E’ stato l’anno più incredibilmente felice e soddisfacente della mia vita e mi riempie di gioia poter dire di aver trovato il mio posto felice nel mondo.

Auguro infinitamente che ti possa succedere lo stesso. La tua esistenza cambierà e non te ne pentirai affatto!

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Commenti

  • Pierangela
    12 Febbraio 2021

    Avevo giurato di leggere l’articolo senza lasciarmi coinvolgere dalle emozioni. Mi sbagliavo! Qualche riga di troppo e una lacrima (forse anche 3/4) mi è scappata. Sei proprio bravo a trasmettere le emozioni. Ottimo lavoro.

    rispondi
  • Monica
    13 Febbraio 2021

    Mi sono emozionata a leggere. Ero così presa a quello che ti stava accadendo che ho avuto le emozioni forti. Mi hai portato con te! Mi hai coinvolto. Bravo

    rispondi

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Nato a Ferrara, Italia, Be Adventurer è un blog di Alex Negrini.
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