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Il lato umano in viaggio

Il lato umano in viaggio

Un approfondimento su come il comportamento e le nostre azioni si modificano in base alle diverse circostanze.

Qualche settimana fa, nel tentativo di colmare in qualche modo la mia voglia di viaggiare, mi sono ritrovato a riflettere su cosa mi affascina particolarmente dei viaggi.

Ho impiegato poco per capirlo: sono le persone.

In particolare, trovo molto interessante notare come l’essere umano agisca diversamente in base alle circostanze in cui si trova; possano esse essere: luogo, cultura, emozioni personali e via discorrendo.

 

Dunque, nell’articolo di oggi, ho deciso di scrivere la mia opinione a riguardo demarcando le principali differenze e mettendo in luce gli aspetti positivi di esse.

Le principali divergenze che mi sono giunte alla mente tra il lato umano “vagabondo” e quello “sedentario” riguardano:

 

Il modo in cui le persone si conoscono

 

Giudizi e pregiudizi

 

Autenticità

 

Decisioni e azioni

 

Gratitudine

 

L’essere attivo/a

 

Benessere

Il modo in cui le persone si conoscono

Questo è uno degli aspetti che trovo più affascinanti e a cui tengo spendere qualche parola in più.

 

Mi sono chiesto come mai, in viaggio, le persone si conoscono in maniera più autentica, genuina.

Certo, uno dei principali motivi potrebbe essere quello dell’ignoto: non conosco e quindi sono libero da pregiudizi, dunque ho meno difficoltà a mostrarmi per quello/a che sono, il vero/la vera me.

Un altro motivo potrebbe essere quello dell’affinità, per esempio: si è viaggiatori e/o in qualche modo ci si trova in un determinato posto per lo stesso motivo. Possa esso essere motivo di lavoro, studio o, in caso di vacanza, interessi comuni.

Più banalmente, la passione per i viaggi.

 

Ecco, al di là di questi buoni motivi, ho trovato interessante riflettere su come l’essere umano si comporta e interagisca diversamente in base alla situazione e al luogo che lo circonda.

La cosa più affascinante, a mio parere, riguarda proprio i primi approcci. Riflettiamoci insieme.

Prova a pensare: qual è la prima cosa che chiedi quando ti presenti ad uno sconosciuto che incontri nella tua città natale?

Per quanto mi riguarda, solitamente si chiedono cose del tipo: “Cosa fai nella vita?

Domanda semplice e chiara, alla quale spesso cerchiamo di impressionare l’interlocutore per fare bella figura.

 

Quesiti di questo tipo, però, risultano a mio parere sminuenti; intendo dire che in questo modo tendiamo a categorizzare ed etichettare una persona in base al suo mestiere o in base a ciò che studia, tralasciando la sua vera essenza.

Esempio più banale: mi vien da pensare ad un giovane diplomato/laureato che si “accontenta” del primo lavoro disponibile per ovvi motivi. E’ facile farsi un’idea grossolana nei confronti di quest’ultima, non è vero?

Per tale motivo io trovo questo approccio sbagliato. Perché in questo modo non facciamo altro che farci un’idea approssimativa ed infima della persona alla quale stiamo parlando.

 

In viaggio, invece, questa cosa non avviene.

Vagabondando per il mondo, infatti, mi sono accorto che le prime domande che si pongono all’incontro con uno sconosciuto sono le seguenti: “da dove vieni?” e “come mai sei qui?

Due domande elementari ma assolutamente non banali.

E’ incredibile notare come da questi due semplici quesiti possano nascere lunghe conversazioni ed amicizie.

Ancor più affascinante, lo sottolineo, è la differenza di approccio.

Mi riferisco specialmente alla domanda “come mai sei qui?”. Qualcuno potrebbe trovarsi in vacanza, altri potrebbe essere lì per motivi di studio o altri ancora per lavoro, chi magari per fuggire da una realtà non accettata.

A parer mio, questo è un metodo efficace per iniziare a conoscere una persona in maniera più genuina.

Si possono trovare facilmente interessi comuni, aspetto fondamentale per essere in grado di sostenere una conversazione con uno sconosciuto, e si possono toccare argomenti personali e profondi.

 

A tutti noi piace parlare di noi stessi, chi più e chi meno. Ci fa sentire a nostro agio e ci dà importanza, purchè veniamo ascoltati. E trovarci a dover spiegare come mai ci troviamo in quel determinato luogo ci fa rompere il ghiaccio in maniera semplice ed accurata, perché sappiamo esattamente come mai siamo lì e ci piace poterlo condividere.

Questo penso sia un fondamentale punto di partenza nell’interazione umana tra sconosciuti in viaggio.

Giudizi e pregiudizi

Inoltre, il viaggio ci fa spogliare completamente dai pregiudizi e mette in mostra la nostra vera personalità, questo avviene perché ci mette alla prova e dunque fa sì che le nostre paure e i tratti caratteriali emergano più facilmente.

 

Se ci rifletti, infatti, nella situazione precedentemente descritta, viene completamente abbattuto il giudizio iniziale basato su ciò che facciamo nella vita. Bensì, ci si crea un’idea dell’interlocutore basandosi sui motivi per cui esso è stato spinto ad intraprendere quel determinato viaggio.

E lo si può apprezzare o meno, condividere o essere in disaccordo ma pur sempre si crea una connessione più profonda.

Questa è una differenza abissale che personalmente mi piace molto dei viaggi in sè.

Autenticità

E qui ci sarebbe da scrivere un libro.

Parto con una premessa descrivendo la mia esperienze personale e lascio a te trarre le conclusioni.

 

La nostra mente è facilmente paragonabile ad una gomma da masticare: sta a noi decidere se far sì che venga masticata violentemente da informazioni futili o se, al contrario, arricchirla di ciò che conta davvero.

 

Personalmente, prima di iniziare a viaggiare, lasciavo che la mia mente venisse masticata ferocemente da ciò che la società propone, senza pormi problema alcuno.

Quando ho iniziato a mettermi in cammino, finalmente, qualcosa iniziò a cambiare.

Connettermi con le persone e le culture locali mi ha estremamente aperto gli occhi e la mente e mi ha aiutato a concentrarmi, piuttosto, sul vero significato di felicità.

 

Anni addietro ero molto legato ad oggetti e valori materiali. Viaggiando, questo lato di me è andato a sfumare sempre più velocemente, facendo accogliere nella mia vita sempre più il concetto di minimalismo.

Connettendoti con le varie culture, per l’appunto, impari a dare maggiore valore ad esperienze piuttosto che a oggetti.

Impari cos’è la felicità duratura. Già, perché acquistare un oggetto o qualsiasi cosa materiale porta una gioia temporanea, che presto però va a svanire e dobbiamo sostituirla con altra per ricompensare.

Le esperienze, invece, durano a lungo. Rimangono impresse. E spesso sono gratis!

Penso ad una tisana bevuta in buona compagnia sotto il cielo stellato, una passeggiata nel parco, il sorriso di un passante.

Sono le cose semplici. E impari quanta gioia ti restituiscono le persone ed i momenti passati con esse.

Dunque inizi ad avere un diverso approccio alla vita e al genere umano.

Sarai pronto ad accogliere con un sorrisone a trentadue denti e braccia aperte.

 

Trovo molto interessante come i viaggi possano profondamente mettere in luce la nostra vera personalità e permettere di mostrarci per ciò che siamo davvero.

Quando siamo confinati nelle mura della nostra città, anche la nostra mente resta circondata da alte barriere difficili da sorpassare.

In viaggio, ci spogliamo da questi limiti e siamo in grado di sbirciare al di là di tali ostacoli e ci fiondiamo a piedi di piombo. O cauti. Dipende dalla situazione. Il più delle volte ne saremo però soddisfatti, perché possiamo vedere una realtà altrimenti rimasta a noi sconosciuta.

Decisioni e azioni

Questo certo varia in basa alla personalità ma, per quanto mi riguarda, in viaggio si coglie maggiormente l’attimo e ci si butta più a capofitto nelle cose.

 

Hai presente quella fastidiosa vocina che ti tormenta, frenandoti dal compiere quell’ulteriore passo? Quella vocina che ti trattiene dall’andare a conversare con quello/a sconosciuto/a perché ti ispira simpatia o perché semplicemente ti va.

Personalmente quando viaggio questa vocina sfuma in me, sempre tutto collegato ad una questione di pregiudizi e paure di cui parlavamo in precedenza.

Sai che in viaggio sei di passaggio e dunque tendi a fare tesoro di ogni situazione.

E’ un processo di crescita molto importante anche questo. Si impara ad apprezzare e ad accogliere il concetto di “cogliere l’attimo”.

Questo mi porta ad un ulteriore ed importantissimo aspetto del lato umano in viaggio: la gratitudine.

Gratitudine

Forse il mio preferito.

Sviluppare riconoscenza è un processo lento, estremamente personale e va coltivato anche in base al tuo approccio alla vita.

 

Io me ne resi conto durante la mia permanenza di un anno in Australia, la terra dei miei sogni. Ero felice e grato di dove mi trovavo e non lo davo per scontato ogni minimo secondo.

Certo, le persone che incontri sul cammino aiutano a modificare la tua prospettiva ma tutto dipende dal tuo approccio. E in viaggio, terrai sempre a mente che sarai di passaggio. Dunque inevitabilmente cerchi di goderti al meglio il tempo a disposizione. E quando tornerai a casa rifletterai sulle tue sensazioni e ti renderai conto di quanto basti poco per essere felice.

 

Quella gioia ed eccitazione che ti pervade in viaggio ti piacerà talmente che al tuo ritorno non potrai farne a meno.

Cercherai di trovare gioia in ogni piccola cosa ed inizierai a guardare con occhi diversi ciò che ti circonda.

 

Il viaggio, inoltre, ti rende più attivo.

L’essere attivo/a

Sempre collegato all’essere grato: trovi gioia nella semplicità e dunque sei in costante ricerca difare cose”. E sto parlando di qualsiasi situazione. Dallo sport, ai progetti personali o in generale alle tue forze.

Ti renderai conto che il tuo serbatoio di energie avrà una capienza maggiore e ciò ti porterà benessere.

 

Hai presente quel fremito che ti pervade quando giungi ad una destinazione per la prima volta e vuoi vedere tutto in fretta e furia? Questa sensazione svanisce, ovviamente, una volta che si termina di visitare ma la voglia di esplorare rimane.

E allora inizi a trovare nuovi hobby, imparare nuove abilità e sei pronto ad apprendere e sperimentare.

Viaggiare apre la mente e stimola la creatività, questo ti aiuta a diventare più produttivo e ad avere più energie.

Benessere

Può risultare scontato ma ci tengo comunque a sottolinearlo in quanto il viaggio porta una sensazione di agiatezza deliziosa ed imparagonabile.

E’ una serie di connessioni tra cultura, persone, sensazioni che portano a provare uno stato di piacevole benessere, differente da qualsiasi altro.

 

E’ la spensieratezza nel guardare un cielo diverso.

I sorrisi delle persone.

La natura ed i paesaggi in costante cambiamento.

La semplicità di fare tutti parte dello stesso pianeta e la voglia di vivere la vita in compagnia.

Questi sono alcuni degli aspetti che ho trovato interessanti da approfondire riguardanti il lato umano in viaggio, in contrasto a quello “sedentario”.

Se ti ritrovi tra queste righe o hai altri accorgimenti, mi farebbe super piacere se me lo facessi sapere con un commento!

 

Possiamo imparare tanto dai viaggi e dalle esperienze.

Non è facile ma sarebbe bello e consigliato poter portare ed applicare alcuni aspetti del nostro lato in viaggio, anche dove viviamo.

Sii grato/a e goditi la vita al cento per cento, sempre.

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Viaggio per trovare la migliore versione di me stesso. Scrivo per condividere l'importanza di utilizzare il viaggio come strumento per conoscersi e superare i propri limiti.

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