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La mia storia

La mia storia

(Aggiornato 30 Dicembre, 2021)

Sarò breve, non vi racconterò di quando ho camminato sulla luna o di quando ho scoperto l’America ma qualcosa ho fatto.

Gran parte dei miei giovani ventidue anni sono stati segnati da timidezza accompagnata da un forte senso di inadeguatezza che mi ha sempre limitato parecchio. Posso rendere l’idea probabilmente paragonandomi ad una chiocciola, con l’unica differenza che io dalla conchiglia non uscivo mai, proprio non ci riuscivo.

Sapevo di dover agire in qualche modo per migliorare questo lato del mio carattere e ciò che venne in mio soccorso fu il tennis.

Era la mia principale valvola di sfogo; il campo era l’unico posto dove riuscivo finalmente ad essere me stesso e a liberarmi dai pensieri (beh, per lo meno fin quando non perdevo e allora mi incazzavo col mondo intero, ma questa è un’altra storia). Questo sport è stato un grande aiuto, grazie ad esso sono cresciuto tanto e mi ha aiutato a farmi uscire dalla corazza, per lo meno con una piccola parte del corpo.

Ciò che ha dato davvero una grande svolta alla mia vita, però, sono stati i viaggi e ne sono infinitamente grato.

Come nasce la mia passione per i viaggi?

Mi è sempre piaciuto vagabondare ma la vera passione nasce nel 2017 quando i miei genitori, presi da un atto di generosità, decisero di darmi qualche spicciolo per farmi un viaggio e, da grande appassionato di tennis, decisi di andare a vedere un torneo a Stoccarda, Germania.

È stato tutto piuttosto improvvisato tant’è che non ho nemmeno trovato qualcuno disposto a partire con me. Allora colsi l’occasione per partire da solo, con il pieno sostegno di mia mamma (sì, come no).

 

Sentivo il bisogno di uscire dal guscio, mettermi in gioco, abbattere le mie più grandi insicurezze… E così fu.

 

Tanto banale da dire quanto vero: avevo fatto la cosa giusta, al momento giusto.

Quell’esperienza fu una scoperta enorme: viaggiare da solo è una figata e non riesco più a farne a meno!

Lo stesso anno feci anche un fantastico viaggio scolastico in Bosnia-Erzegovina, uno dei viaggi più significativi della mia vita. Conobbi persone meravigliose e scoprii una realtà mai vista prima.

Quel viaggio mi aprì gli occhi e la mente. Mi resi conto per la prima volta quanto un viaggio possa davvero cambiarti non solo la vita ma anche la visione che hai di essa.

Marcel Proust

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”

Seguirono poi diverse avventure con amici in giro per l’Europa fin quando, l’estate successiva, decisi di fare un’altra esperienza in solitaria. Quella volta, però, decisi di mettermi decisamente più alla prova!

Segnato dal meraviglioso ricordo del viaggio in Bosnia ed Erzegovina decisi di approfondire andando ad esplorare i Balcani.

Presi un volo per Atene, Grecia con l’obiettivo di attraversare diversi paesi balcanici dirigendomi a nord, lungo la costa, per poi tornare in patria.

Non proprio tutto andò come previsto anzi, ben poco! Riuscire, infatti, a trovare un tetto sotto cui passare le notti non fu proprio facile.

Il motivo? lo racconterò nei prossimi articoli dedicati.

Riuscii comunque a trarre il meglio da quel viaggio e fu un’avventura assolutamente meravigliosa.

Grazie a quell’esperienza ho iniziato ad apprezzare l’imprevedibile e ad abbracciare le avversità, trasformandole in possibilità.

L’anno successivo finalmente riuscii a prendere il diploma e, con esso, sorse anche la fatidica domanda: “e ora che faccio?”

Trasferimento in Australia

Qualche idea ce l’avevo, ma io volevo viaggiare. Dunque, usando la solito scusa “viaggiare mi farà trovare risposte”, rinunciai al viaggio di maturità e rifiutai tre proposte di lavoro per partire alla volta di Melbourne, Australia. Finalmente.

Feci ciò che volevo, ciò che ho sempre sognato e, oggigiorno, è la scelta di vita di cui vado più fiero.

La mia esperienza in Australia è iniziata facendo qualche mese di volontariato con Workaway, un programma che permette di metterti in contatto con famiglie da tutto il mondo e offrire il tuo aiuto in cambio di vitto e alloggio. Era la soluzione perfetta per me in quanto, non sapendo l’inglese, avrei potuto fare un sacco di pratica e inoltre per me significava molto poter avere un “punto di riferimento”; alla fine mi trovavo catapultato dall’altra parte del mondo, da solo, senza un lavoro e con una barriera linguistica non indifferente.

Sentirmi parte di una famiglia mi avrebbe aiutato a non sentirmi solo e a farmi nuovi amici.

Così fu. Passai tre mesi e mezzo indimenticabili dove ho vissuto la vera “cultura” australiana e vivendo uno dei periodi più spensierati della mia vita, dove inoltre ho svolto i più disparati mestieri. Dal giardiniere all’imbianchino, fino al facchino e all’uomo delle pulizie. Ho persino iniziato a cucinare torte (e ti assicuro che per me è stata una conquista).

 

Terminati i mesi di volontariato mi sono trasferito in una casa condivisa con altri lavoratori e studenti da tutto il mondo. In quella casa eravamo in quindici e quello è stato definitivamente il periodo più bello della mia vita.

Proprio in quei mesi, dopo aver avanzato soltanto pochi dollari sul mio conto, iniziai a consegnare cibo in bicicletta. Quello fu il mio primo, estenuante e poco soddisfacente, lavoro in Australia. Continuai per un breve periodo fin quando trovai finalmente il mio primo lavoro “serio” come aiuto chef e lavapiatti presso un ristorante italiano.

 

Quel lavoro fu la mia salvezza e mi accompagnò per svariati mesi. Nel mentre, come ben sappiamo, è scoppiata una pandemia globale che mi ha messo in seria difficoltà (come d’altronde tutti noi). Persi il mio lavoro e iniziai nuovamente a consegnare cibo in bici e vendere torte per sopravvivere. E’ stato il periodo più duro e gratificante allo stesso tempo perché imparai a cavarmela in una situazione che nemmeno potevo immaginare di dover affrontare.

Dopo qualche mese recuperai il mio lavoro precedente e me lo tenetti stretto fino all’ultimo giorno della mia permanenza nella terra dei canguri quando tristemente, per questioni di visto e dell’emergenza sanitaria che stavamo vivendo mi trovai costretto a tornare.

L’Australia è stata una vera grazia divina e senza di essa non sarei la persona che sono oggi, tantomeno sarei qui a raccontarti tutto ciò.

Ho vissuto con famiglie che mi hanno accolto come un figlio e ho costruito legami con adorabili persone che hanno lasciato ricordi indelebili nel mio cuore.

Ho imparato ad apprezzare la vita nella sua semplicità, sorridendo ad essa e ad esserne grato, ogni giorno di più.

È stato senza dubbio l’anno più bello e significativo della mia vita.

Alphonse de Lamartine

“Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita”

Ritorno in Italia

Posso chiaramente dividere la mia vita in due capitoli. L’Australia ha segnato fortemente non soltanto la mia personalità ma anche il mio stile di vita e la visione che ho di essa. E così, il vero test è arrivato al mio ritorno in Italia, esattamente un anno dopo ed in piena pandemia.

 

I primi mesi successivi al ritorno li ricordo come i più duri della mia vita.

Non ero felice, non ero dove volevo essere e mi sentivo spiazzato, osservando il mio sogno venir spazzato via dalla pandemia. Non avevo soldi e sapevo che sarebbe passato tanto tempo prima che io sarei potuto tornare (perché quello era l’obiettivo), ma quanti mesi/anni sarebbero dovuti passare? Questi dubbi mi devastavano quotidianamente allontanandomi tremendamente dal presente e ovviamente il lockdown non aiutava.

 

Ci impiegai parecchi mesi per accettare il fatto che avrei dovuto ricominciare, con pazienza, a costruirmi nuovamente la mia quotidianità.

Ciò che mi aiutò fortemente è stato sicuramente la creazione del blog. Esso è diventato il mio spazio personale dove potevo essere me stesso e scrivere tutto ciò che mi passava per la testa. E’ stato la chiave per farmi godere del presente, in quanto sapevo dove poter investire le mie energie giornalmente e in cui racchiudevo (lo faccio tuttora) i miei sogni in parole.

 

E poi, quando finalmente ci è stato concessa di nuovo la libertà, sono arrivati i viaggi.

Avventure in Italia e nel mondo

Subito dopo le restrizioni decisi di partire per il primo viaggio post Covid e post Australia.

 

Avevo voglia di libertà assoluta e allora decisi di compiere qualcosa che mai avrei fatto se la terra dei canguri non mi avesse dato questo estremo spirito d’avventura: partire per un lungo percorso a piedi che collega Bologna a Firenze senza cartina né cellulare e con una tenda nello zaino. La Via Degli Dei.

Quel viaggio è stato una vera botta di vita! Sono partito in solitaria, mi sono messo alla prova e ho testato i miei limiti. Ho incontrato persone meravigliose, ho visto paesaggi mozzafiato e ho provato forti emozioni; tant’è che quel percorso mi ha fatto innamorare dei cammini.

 

Nei mesi successivi allora ho colto l’occasione per svolgere anche il cammino delle Cinque Terre in Liguria e dei Borghi Silenti, in Umbria (entrambi spettacolari). Nel mentre ho inserito anche qualche avventura con amici andando ad esplorare la Polonia e Tenerife.

 

A fine estate sono poi partito per un bellissimo mese di volontariato in una località sperduta tra le montagne del Portogallo dove ho imparato moltissime abilità e dove, oltretutto, ho dormito in una tenda per 21 giorni consecutivi.

In Portogallo ho approfondito la conoscenza con un ragazzo inglese che stava svolgendo la mia stessa esperienza e abbiamo deciso di fare un road trip insieme in Italia! Abbiamo deciso di farlo all’estrema avventura e quindi abbiamo comprato qualche cibo in scatola, abbiamo deciso che l’amaca sarebbe stato il nostro letto per due settimane ma soprattutto non ci siamo posti alcun limite.

 

Siamo partiti senza alcuna idea di dove poter andare, tantomeno dove dormire. Abbiamo attraversato quattro regioni da Positano in Campania fino a Firenze in Toscana percorrendo oltre duemila chilometri e dormendo nei posti più impensabili e incredibili di questa terra! E’ stato il viaggio più avventuroso che abbia mai fatto e lo sognavo da una vita. (Puoi vedere il resoconto del nostro viaggio tra le mie storie in evidenza su Instagram).

Grazie ad esso ho scoperto che questo è il mio stile di viaggio: scomodo, in mezzo alla natura e soprattutto dove nulla viene programmato.

 

Il mio ultimo viaggio del 2021 invece è stato in Giordania. Un viaggio incredibilmente ricco di esperienze e il più culturalmente formativo che io abbia mai fatto. Esso ha alimentato ancor più la mia passione per i Paesi Asiatici e soprattutto mi ha aperto gli occhi a realtà a me sconosciute.

 

Il 2021 è stato ricchissimo di viaggi, esperienze ed emozioni e soprattutto mi ha dato la conferma che i viaggi sono la direzione per la mia felicità e il mio benessere.

E ora?

E ora sto lavorando come istruttore di tennis presso un centro sportivo nella mia città oltre che lavorare quotidianamente al blog e alla stesura di un libro che spero poter finire al più presto.

 

Se pensi che mi sia fermato, però, ti sbagli di grosso. Le mie avventure sono appena iniziate e il 2022 sarà un anno ricchissimo di viaggi e di cambiamenti importanti. Resta con me se vuoi scoprire cos’ho in programma per i prossimi mesi!

Scopri i miei viaggi

Se sei curioso di scoprire i viaggi che ho compiuto nel 2021 visita il mio profilo Instagram cliccando sul pulsante qua sotto.

Se vuoi scoprire di più puoi leggere questo articolo in cui racconto più nel dettaglio tutte le avventure che ho svolto nel 2021!

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Viaggio per trovare la migliore versione di me stesso. Scrivo per condividere l'importanza di utilizzare il viaggio come strumento per conoscersi e superare i propri limiti.

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