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Quali sono davvero i nostri sogni?

Quali sono davvero i nostri sogni?

Come scoprire la differenza tra sogni e “attaccamenti”.

Qualche mese fa ho conosciuta una persona.

Una sognatrice, una di quelle anime piene di ambizioni, di quelle che guardandole negli occhi pensi: “sono le persone come te, quelle che rendono il mondo un posto migliore”.

Hai presente quelle persone che entrano nella tua vita in punta di piedi quasi per scherzo e poi finiscono per stravolgere la tua esistenza? Ecco, lei è proprio una di quelle persone ed è fondamentale nel mio percorso di crescita perché mi ha fatto fin da subito porre tonnellate di domande sul mio futuro, e sui miei sogni.

Un sogno realizzato a metà

Chi mi conosce lo sa: uno dei miei sogni più grandi fin da quando ero bambino è sempre stato quello di poter visitare l’Australia. Non lo so perché, ma il fatto che sia così lontana da tutto, quasi irraggiungibile, mi ha sempre affascinato terribilmente.

 

Quindi all’età di vent’anni, subito dopo aver terminato le superiori, ho preso il coraggio di partire e andare ad incoronare quello che era il mio sogno: andare ad esplorare la terra dei canguri.

Bensì sia stato l’anno più spensierato e felice della mia vita, è stato anche ricco di difficoltà e mi ha visto costretto lasciare il continente precocemente e a malincuore per via del covid.

 

Al mio ritorno ho visto il mondo crollarmi addosso e gli occhi colmi di dolore nel vedere il mio sogno venir spazzato via così, e dal giorno uno in cui ho rimesso piede in Italia, non ho fatto altro che aspettare il momento di poter ripartire.

I primi dubbi

L’opportunità di tornare nella terra dei canguri mi si è finalmente presentata quasi due anni dopo e la notizia, per quanto mi rallegrava e mi eccitava, al contempo mi faceva sorgere migliaia di dubbi.

 

Perché a vent’anni mi sentivo un piccolo lombrico indifeso, annoiato dalla sua città e dalle sue abitudini, che cercava di farsi spazio nel mondo, cercare nuove ispirazioni, imparare nuove abilità, trovare nuovi amici e nuove connessioni, semplicemente scappare da ciò che mi stava dando noia e cercare la felicità altrove.

 

Lo ha fatto per davvero. L’Australia mi ha reso l’uomo più felice sul pianeta allora, eppure così come son tornato tutto non mi sembrava più aver alcun senso e ho provato a reagire, eppure non riuscivo ad accettare il fatto di vedere il mio sogno scivolare via.

Ma la vita doveva proseguire e una mattina qualunque, leggendo l’ennesimo articolo sui viaggi, mi capitò sotto gli occhi una frase che citava:

“il vero cambiamento non avviene durante il viaggio, ma dal momento in cui sai applicare gli insegnamenti ricevuti altrove, a casa tua”

Non riuscivo pienamente a comprendere quella frase fin quando non ho imparato ad accettare la realtà delle cose, mettendomi il cuore in pace che almeno per il momento la mia vita doveva andare avanti in Italia.

L’importanza di reagire

Non potevo continuare a piangermi addosso e ho saputo reagire.

Ho iniziato inconsciamente a creare nuovi progetti tutti miei, a creare nuove abitudini, un nuovo stile di vita, creare nuove conoscenze, nuovi stimoli ed approfondire le connessioni precedenti.

Senza rendermene conto, insomma, stavo facendo esattamente ciò che avevo saputo fare in Australia in un anno di vita ma che al contempo non avevo mai saputo fare qui in Italia in vent’anni.

 

E la cosa più assurda è che mesi e mesi dopo, mi sono reso conto che ero nuovamente felice.

Ho saputo dare più valore alle cose che davo per scontate, come avere la famiglia e gli amici al proprio fianco e mi venne semplicemente da sorridere riflettendo a quando pensavo di non poter tornare ad essere felice qua, in Italia.

Che limite hanno i nostri sogni?

Nonostante ciò, il mio desiderio di tornare in Australia non mutò. Continuavo a idealizzare la mia vita laggiù come più felice semplicemente perché mi ero abituato a quell’idea, senza mai metterlo in dubbio, fin quando non ho incontrato quest’anima sognatrice.

 

Scherzando, ci siamo sempre detti che non ci saremmo dovuti conoscere perché destinati a separarci per ambizioni diverse, eppure sappiamo entrambi che il nostro incontro è stato speciale e fondamentale per farci crescere.

 

E mi ha mandato in confusione perché per la prima volta in due anni ho messo in dubbio la mia idea. Continuavo ad essere felice, sempre più, e ho iniziato a chiedermi se avessi potuto provare la stessa felicità ancora una volta in Australia e il pensiero mi congelava.

Per la prima volta la mia risposta a tale domanda è stata un chiaro e secco “no”.

 

Ho passato settimane di confusione totale dato che, dopo aver passato svariati mesi a convincermi che quello fosse il mio sogno, forse, non lo era per davvero.

Forse, mi sono reso conto, che quello era soltanto un attaccamento. Una mia convinzione che là sarei stato meglio semplicemente perché a vent’anni è stato così – ma la verità è che sono cambiato enormemente, e ho iniziato a capire soprattutto che la felicità non deriva dal posto in cui ti trovi, ma dalle persone di cui ti circondi.

E questa persona mi ha fatto comprendere che probabilmente, senza di lei, l’Australia non mi renderebbe felice.

E’ un sogno o un attaccamento?

Sono fermamente convinto che ogni persona incontrata nella nostra vita ci insegni qualcosa, piccola o grande che sia, e quest’anima sognatrice mi ha fatto semplicemente realizzare che il mio desiderio di tornare nella terra dei canguri probabilmente è soltanto un attaccamento ad un’idea passata che mi sono creato nella testa, e dunque mi chiedo:

“Che limiti hanno i nostri sogni? Ma soprattutto, quali sono davvero?”

L’universo ci riserva sempre qualcosa di più grande

In Australia scaricai una canzone che divenne presto uno dei miei pezzi preferiti, si tratta di un pezzo di Stevie Winwood chiamato “Higher Love” (amore più grande), il quale ritornello cita: “bring me a higher love, where’s that higher love I keep thinking of?” (portami in un amore più grande, dov’è quell’amore a cui continuo a pensare?)

 

Ricordo che la ascoltai in loop emozionandomi per tutte le ventisei ore di viaggio tornando in Italia e riascoltandola ora, due anni dopo, mi ha fatto capire tutto: ogni cosa che ci fa soffrire avviene perché l’universo ha qualcosa di migliore in serbo per noi e così come ritenevo che l’Australia fosse il mio amore maggiore, ora sorrido pensando che quell’amore più grande che tanto cercavo è arrivato, ed è negli occhi di questa grande e preziosa anima sognatrice che mi ha cambiato la vita, migliorandola.

Ho realizzato che l’Australia è stato un mio sogno, lo è stato per davvero, ma i sogni mutano e come l’universo ci riserva qualcosa di più grande, anche i sogni probabilmente sono destinati a cambiare direzione, diventando più grandi.

Ho imparato soprattutto che il futuro è incerto e che va bene così. Che sognare è importante ed è ciò che ci mantiene vivi, ma che bisogna anche saper accettare la realtà e capire che ogni cosa ci viene proposta per farci crescere e che di fronte alla paura non bisogna arrendersi, mai.

Buona vita!

 

P.s: ti lascio qua sotto il meraviglioso pezzo di Stevie Winwood che citavo sopra e ti consiglio di cercare il significato del suo testo – personalmente mi dà i brividi. Non trovi anche tu sia meravigliosa?

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Commenti

  • Pierangela
    3 Agosto 2022

    Ho letto quello che hai scritto. Spero con tutto il cuore che tu creda veramente alle tue parole e che qualsiasi decisione che tu prenda ti possa portare alla felicità. Buona vita anche a te Alex..

    rispondi

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