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Viaggiare gratis e vivere come un locale è possibile?

Viaggiare gratis e vivere come un locale è possibile?

Fare volontariato non è mai stato così bello!

Caro lettore, ti sei sempre domandato se esistesse un metodo che ti permettesse di viaggiare gratis e, allo stesso tempo, immergerti a pieno nella cultura del paese di destinazione svolgendo una vita come quella dei cittadini locali? Ho la risposta che fa per te: essa si chiama workaway.

 

Oggi ti voglio introdurre questo bellissimo programma basandomi sull’esperienza che ho svolto a partire da Novembre ‘19 in Australia.

Cos’è workaway e come funziona?

Workaway è una piattaforma nata per mettere in contatto gli host (le famiglie locali) con i viaggiatori (i workawayer) basandosi su uno scambio reciproco equo (solitamente).

Il format è molto semplice: al viaggiatore sarà richiesto di svolgere, generalmente, cinque ore di lavoro al giorno per cinque giorni a settimana, in cambio quest’ultimo riceverà vitto e alloggio gratuitamente.

 

Tutto ciò che ti occorre è creare un profilo workaway per un irrisoria cifra di circa €35/anno, presentarti e indicare il periodo e le località in cui hai intenzioni di viaggiare. Dopo di che puoi iniziare a metterti alla ricerca delle famiglie che incontrano maggiormente le tue esigenze!

Esempio del mio profilo workaway

Ti consiglio di investire un po’ di tempo nella creazione del tuo profilo e della tua presentazione: stai introducendo te stesso dietro uno schermo quindi è molto importante fare buona impressione. Presentati per come sei e in piena sincerità, indica che tipo di aiuto puoi offrire e, se non hai nessun tipo di esperienza, scrivilo senza problemi! 

Workaway è un posto fantastico per apprendere nuove abilità e gli host solitamente sono felici di poterti insegnare qualcosa di nuovo!

Esempio del mio profilo workaway

In sostanza, dunque, si tratta di un programma di volontariato e pertanto vien da sé che è un buonissimo metodo per tagliare sostanzialmente le spese di viaggio bensì, la vera essenza di workaway va ben oltre l’aspetto economico.

In primis, infatti, esso è un ottimo metodo per imparare nuove abilità e aiutare la gente locale nello sviluppo dei loro progetti ma è anche un’ottima opportunità per instaurare rapporti a lungo termine ed immergersi a pieno nella cultura del posto, svolgendo una vita che rispecchia a pieno quella locale.

 

Dimenticavo! Con workaway hai anche la possibilità di connetterti con altri viaggiatori che condividono le tue stesse destinazioni. Perfetto dunque per coloro che cercano un compagno di viaggio o per chi semplicemente vuole conoscere gente nuova!

 

Trovi più informazioni sul sito ufficiale: https://www.workaway.info/.

Che tipo di lavori si svolgono?

Le mansioni sono infinite, esse spaziano davvero in lungo e in largo! 

Io, per esempio, mi sono cimentato nel fare l’imbianchino, il giardiniere, il facchino.. ma anche le classiche pulizie o cucinare assieme alla famiglia ospitante sono parte dell’esperienza.

Alla fine bisogna mettersi nell’ordine delle idee che si diventa parte di una famiglia e quindi è legittimo aiutare nei compiti quotidiani.

 

Questi sono solo alcuni esempi dei lavori che ho svolto io ma le possibilità sono veramente tante e il più delle volte non è richiesta alcuna esperienza pregressa, ecco perché è anche un’ottima occasione per poter imparare qualcosa di nuovo da poter mettere in pratica in futuro.

La mia esperienza

Essendo da sempre stato innamorato dell’Australia ma non avendo mai avuto le possibilità per andarci, ho trovato il programma workaway perfetto per le mie esigenze e, se all’inizio poteva sembrare una scelta prettamente economica, posso assicurare che si è rivelata un’esperienza di vita deliziosa!

 

Iniziai a contattare decine e decine di famiglie già qualche mese in anticipo per non rischiare di giungere nella terra dei canguri senza un posto dove poter alloggiare (si rivelò essere una scelta azzeccata dato che trovai la prima famiglia che accettò di ospitarmi soltanto sessanta giorni circa prima della mia partenza).

Irene e gli studenti

La prima buon’anima che decise di ospitarmi fu Irene, una donna a cui devo davvero tanto per tutto ciò che mi ha insegnato in così poco tempo.

Essa mi accolse come un figlio, facendomi sentire a casa nonostante i sedici mila chilometri che mi separavano dalla mia famiglia.

Con lei ebbi fin da subito un assaggio della vita che avrei svolto a Melbourne e con tanta pazienza mi impartì anche delle buone fondamenta di inglese.

 

Vivere con Irene è stato un ottimo punto di partenza. Inoltre, da tanti anni ospita studenti internazionali, il che è ottimo per i workawayer che, come me, si buttano in quest’esperienza dato che si ha così la possibilità di socializzare con gente di tutto il mondo.

Da sinistra: io, Irene e Vivian

Il mio momento preferito, infatti, era la cena: ogni giorno si cucinava e si preparava delizioso cibo tutti insieme per poi finire in lunghe chiacchierate attorno alla tavola. 

 

Mi son da subito sentito a casa!

 

Con Irene poi le biciclettate sono sempre presenti! Già il secondo giorno dal mio arrivo mi portò a scoprire il meglio di Melbourne attraversando posti stupendi!

Secondo giorno a Melbourne, niente male come benvenuto!

Insomma con lei c’è tanto da imparare e ho avuto un’esperienza davvero ricca. Mi ha dato la possibilità di conoscere diverse culture grazie agli studenti che ospita, aumentare incredibilmente il mio livello d’inglese grazie alla sua pazienza e ai suoi sforzi per aiutarmi e ho imparato un sacco di abilità per quanto riguarda il giardinaggio grazie a sua madre e la pittura grazie al suo amico George. Per non parlare della cucina: ogni giorno mi si apriva un mondo!

 

Ah dimenticavo, con Irene ho avuto anche l’opportunità di essere la gioia di tutti i bambini dato che, in occasione di una festa natalizia, mi son ritrovato a distribuire decine di regali nei panni di Babbo Natale; chi l’avrebbe mai detto che sarei andato dall’altra parte del mondo per diventare Santa Claus? E’ stato fantastico!

Io nei panni di Babbo Natale

Distribuendo i regali ai bambini

Irene non solo mi ha dato un’ottima accoglienza ma mi ha anche fatto crescere spropositatamente come persona. Inoltre, è stata al mio fianco per tutta la mia permanenza in Australia essendo un’ottima compagna di biciclettate e, soprattutto, supportandomi fortemente durante la pandemia rendendomi la mia vita laggiù molto più agevole e gioiosa.

 

Se sei fortunato, inoltre, avrai l’opportunità di conoscere la sua gentilissima mamma: grazie a lei ho potuto visitare la fantastica cittadella di Dromana dove incontrai per la prima volta i canguri e passai il pomeriggio a gustare fish&chips sulla spiaggia.

Spiaggia di Dromana con le tipiche cabine

Villetta di Mary, la madre di Irene con classico giardino all’inglese

Fantastica vista su Dromana dal monte alle sue spalle

Ti consiglio di dare un’occhiata al profilo workaway di Irene nel caso fossi interessato a fare un’esperienza del genere a Melbourne.

Vivian, tia, Matt e Loui

Dopo un mese di convivenza con Irene incontrai Vivian (qui il suo profilo workaway), probabilmente nel periodo più pazzo della sua vita!

 

Piccola curiosità: contattai entrambe puramente a caso attraverso l’applicazione di workaway per poi scoprire che esse non solo erano amiche, ma vivevano pure a 500 metri di distanza! Quanto è piccolo il mondo eh?

Prima serata con Vivian: tour dei locali a Brunswick street – Fitzroy North

L’esperienza con Vivian è stata totalmente diversa: essa stava trasferendo in una casa in completa ristrutturazione e dunque aveva bisogno di aiuto con l’imballaggio degli scatoloni, il trasporto dei materiali ma mi spettavano anche un bel po’ di pulizie e una certa responsabilità nell’aiutarla con la scelta dell’arredo (quest’ultima è stata senz’altro la parte che ho preferito).

Non posso di certo dire che è stato semplice e piacevole dover faticare ogni giorno per parecchie ore ma l’entusiasmo di Vivian certamente ha aiutato e ciò che mi diede in cambio fu davvero tantissimo!

In più ero in ottima compagnia del cane più adorabile del mondo (ma questa è un’altra storia).

 

L’intero processo di trasferimento durò un mese e mezzo e credimi, ancora mi chiedo come è stato possibile completarlo in così poco tempo!

Lavori di ristrutturazione nella nuova casa in piacevole compagnia

L’obiettivo era quello di terminare il trasferimento entro Natale e lo finimmo ufficialmente la vigilia di esso; non posso descrivere quanto è stato emozionante quel momento.

Un centesimo dei rifiuti che abbiamo accumulato

La sera della vigilia, dopo cena, Vivian fece cenno a me, a Tia (sua figlia e ormai mia seconda sorella) e a Matt (suo figlio e ormai anch’esso mio fratello) e ci disse di raggiungerla ai piedi della porta.

Ci strinsimo in un abbraccio, ci disse di osservare il salotto e la cucina, per la prima volta in ordine, pulita e stupenda. Ci emozionammo.

 

Ci sono stati parecchi alti e bassi ma questo fa parte dell’esperienza e, aggiungerei, è il suo bello! Rende tutto molto più autentico e ti fa sentire a pieno parte della famiglia. 

Capisci che il tuo sostegno conta e realizzi quanto vali molto più di un semplice “volontario”.

Stremati ma felici: questa è stata la prima cena nella nuova casa!

Fu un percorso così intenso. Ci furono tanti disguidi, tanti malintesi, discussioni e, a volte, una buona dose di stress. Ma ci furono anche mille sorrisi e gioie.

Da sottolineare, inoltre, che l’intero trasloco è avvenuto in piena primavera/inizio estate quindi ti lascio immaginare quanto possa essere stato difficile, spesso, dover “lavorare” invece che godersi le belle giornate di Melbourne. 

Ma non preoccuparti, Vivian è una psicologa e capisce quando è ora di prendere una pausa!

 

La soddisfazione che c’è stata al termine del trasferimento è stata imparagonabile.

Essere stato parte di un trasloco, saper di aver contribuito e aiutato in maniera concreta una famiglia in un passo così importante mi ha davvero arricchito moralmente.

Io e Matt che ci godiamo le nostre pause “relax” giocando a tennis

Gli sforzi e i momenti di difficoltà sono stati ripagati a pieno prezzo notando il risultato finale e, soprattutto, il ringraziamento che Vivian mi diede è stato incredibile.

Rimasi con lei, Tia, Matt e Loui un altro mese e mezzo, perchè ormai ero diventato parte della famiglia e, devo ammettere, è stato difficile separarmene.

Essere parte della famiglia significa anche cenare coi parenti la vigilia di Natale!

L’ultima sera, poi, fu davvero emozionante. Essa organizzò un picnic al nostro parco preferito e terminò con una serata nella vasca idromassaggio in giardino a guardare le stelle e a parlare di viaggi senza sosta, con tanto di champagne!

Per concludere in bellezza, una bella nottata in vasca idromassaggio contemplando le stelle e parlando di viaggi!

Considerazioni finali

E’ stata un’esperienza indimenticabile e ricca di emozioni

 

E chi l’avrebbe mai detto?

Ho vissuto gratis per tre mesi e mezzo, ho incontrato persone meravigliose e amici per la vita, ho imparato un sacco di segreti in cucina, ho appreso importanti abilità nel giardinaggio e ho pure messo in pratica tecniche di pittura.

 

Ritengo che una grandissima nota positiva in tutto ciò è avere la possibilità di avere un punto di appoggio su cui poter contare

Personalmente, infatti, mi è stato molto utile sapere di poter far affidamento su famiglie a me vicine nonostante fossi dall’altra parte del mondo.

Ti posso assicurare che sentire l’affetto e il sostegno di persone care quando ti ritrovi a fare un’esperienza prolungata all’estero è molto importante e se già hai soggiornato in solitaria all’estero per un periodo di tempo prolungato lo sai bene.

Dunque viaggiare gratis e vivere come un locale è possibile?

Assolutamente sì ed è una figata!

 

Di storie da raccontare sulla mia esperienza workaway ce ne sono davvero tante e potrei parlarne per ore! Fammi sapere con un commento se ti piacerebbe che facessi un podcast con Irene e/o Vivian rivelando l’esperienza workaway anche dalla loro prospettiva.

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Commenti

  • Pierangela
    2 Aprile 2021

    Eh! Carissimo… è un po’ che non mi facevo gli affari tuoi. Forse se avevo degli anni in meno e avessi letto di queste esperienze che hai fatto… chissà forse anche io sarei partita. Mi fa tanto piacere comunque che tu lo abbia fatto per te stesso e ti auguro di continuare a farlo fino a quando avrai quella luce negli occhi.

    rispondi

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Nato a Ferrara, Italia, Be Adventurer è un blog di Alex Negrini.
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